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Sua Maestà La Rosa

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Curiosità Gardening 2020

Sua Maestà La Rosa

Sua Maestà La Rosa

Ph via

Rosa è una rosa è una rosa è una rosa.

(Gertrude Stein, Sacred Emily, 1913)

Avete mai provato quella sensazione di sogno, annusando una rosa, qualunque tipo di rosa, che vi porta a chiudere gli occhi ed immaginare momenti di serenità quasi fanciullesca? Non a caso i Romani attribuivano al profumo di questo fiore poteri curativi al pari di un medicinale.

Ogni rosa ha un suo profumo caratteristico che la differenzia dalle altre; ogni fiore di una stessa pianta mostra colori e sfumature unici e distinti. E’ questo che fa delle rose il “Fiore” per eccellenza.

Il poeta ellenico Anacreonte scriveva: “La rosa è il profumo degli dèi e gioia per gli uomini. E’ il fiore prediletto da Venere“. Era infatti il fiore sacro alla dèa della Bellezza e dell’Amore, sorto con essa dalla spuma del mare.

Ph AdF – La mia Terrazza

Da sempre considerata Regina tra i fiori, forse per la forma tondeggiante della sua corolla, a simboleggiare la perfezione del cerchio, la Rosa è un fiore spesso protagonista di storie e leggende.

Si narra ad esempio che i pavimenti di marmo del palazzo della Regina Cleopatra fossero cosparsi di petali di rose; nell’Iliade di Omero il corpo di Ettore fu cosparso di oli profumati alla rosa, simbolo di regalità e degna sepoltura. Nella Roma antica la rosa fu protagonista nell’ornare i banchetti più prestigiosi e vi erano piante di rose dai mille colori in ogni giardino romano.

Sir Lawrence Alma Tadema – Le Rose di Eliogabalo 1888

La rosa ha anche legami profondi con la religione Cristiana: simbolo di purezza è associata al culto della Vergine Maria e alla preghiera a Lei dedicata, il Rosario appunto. Il sommo poeta Dante esalta questo fiore dando la forma di una rosa all’Empireo, luogo dove le anime beate si trovano a godere della Luce Divina.

Un’attenzione particolare merita la Rosa Rossa, protagonista di leggende d’amore e sofferenza, il cui colore è dovuto alla trasformazione dei petali bianchi in vermigli dopo essere stati macchiati dal sangue dell’amore:

Ph AdF – La mia Terrazza

A Venezia la festa del Bòcolo (bocciolo di rosa) in onore di San Marco il Santo Patrono della città, che ricorre il 25 Aprile, richiama la leggenda della storia d’amore nata nel IX sec. tra la figlia del Doge e un trovatore di nome Tancredi. Amore impossibile ed osteggiato per ragioni di ceto e di denaro. Il povero trovatore cercando onorabilità per guadagnarsi la stima del Doge raggiunse l’armata di Carlo Magno in Spagna contro gli Arabi. Qui si distinse per coraggio e bravura tanto che la sua fama arrivò fino a Venezia. Purtroppo durante un combattimento il giovane fu colpito a morte e prima di spirare ebbe la forza di cogliere una rosa da inviare alla sua amata. Il fiore, tinto del suo sangue, arrivò alla ragazza che, distrutta dal dolore, morì la sera stessa della festa di S. Marco.

Un’altra leggenda è legata alla figura di Venere o Afrodite che, gettandosi tra i rovi per salvare Adone morente, si ferì con le spine delle rose colorandone i petali con il suo sangue. Questo gesto di profondo amore riportò Adone in vita.

What’s in a name? That which we call a rose by any other name would smell as sweet

WILLIAM SHAKESPEARE
ROMEO AND JULIET
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