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L’Arte del Kin-tsugi

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Curiosità Decor 2021

L’Arte del Kin-tsugi

L'Arte del Kin-tsugi

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Molto spesso si pensa che la rottura o i segni del passare del tempo rendano gli oggetti obsoleti tanto da renderne necessario il rimpiazzo. Però, se si osservano queste mancanze con la mente più aperta, esse potranno essere l’occasione per mettere in risalto la bellezza della storia di questi oggetti.

Il KIN-TSUGI è una tecnica giapponese che invece di nascondere le rotture di un oggetto in ceramica o porcellana le ripara, abbellendo le sue “cicatrici” per onorare la storia dell’oggetto. Questo pensiero è totalmente differente dal modo occidentale di intendere la rottura, non solo materiale ma anche simbolica e spirituale.

Secondo la filosofia del Kin-tsugi una cicatrice simboleggia una storia, cosa che non si può gettare via con facilità. Per la cultura giapponese è proprio qui che risiede la bellezza: nel contemplare la storia dell’oggetto più che l’oggetto stesso. Riparando senza nascondere le cicatrici si vedrà che l’oggetto sarà più sofisticato di prima.

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Si dice che il Kin-tsugi abbia avuto origine nel XV secolo quando uno shogun giapponese ruppe la sua tazza da tè preferita rimandandola in Cina per essere riparata. Ma il lavoro di riparazione, che era stato fatto unendo le parti con punti metallici (essendo questa la tecnica di riparazione utilizzata in quel periodo), aveva sminuito la bellezza della ciotola. Deluso, lo shogun arruolò artigiani giapponesi per trovare una soluzione esteticamente più gradevole. L’arte del Kin-tsugi era nata.

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La riparazione Kin-tsugi / Kin-tsukuroi fa sembrare che il pezzo originale sia stato riparato con oro e lacca. Il processo originale è essenzialmente una forma di arte della lacca.

I pezzi rotti vengono incollati di nuovo insieme usando la lacca Urushi, derivata dalla linfa dell’albero della lacca cinese. Lo strato finale di Urushi è ricoperto di polvere d’oro fine e poi brunito. La raccolta della linfa e la lavorazione dell’olio di Urushi sono difficili da gestire a causa della loro tossicità.

Foto e Piatto Circassian di Le porcellane di Cinzia di le.dydy_romantic_vintage

L’arte antica giapponese del Kin-tsugi incontra in queste foto lo splendore dei piatti Circassian di William Hackwood, che fu modellista per Wedgwood dal 1769 al 1832. Questa particolare tecnica orientale, come abbiamo visto, mette in evidenza e valorizza la rottura anziché nasconderla, onorando la storia vissuta dall’oggetto.

Le cicatrici sono impreziosite da elegantissimi dettagli in oro 24 carati che evidenziano l’imperfezione. La casualità della frantumazione della porcellana rende ogni oggetto unico ed irripetibile, caratterizzato da tratti preziosi ma casuali.

Foto e Piatto Circassian di Le porcellane di Cinzia di le.dydy_romantic_vintage

Ciò che conta in quest’arte non è tanto la possibilità di riparare un oggetto aumentandone la bellezza e il valore, quanto la filosofia di fondo, che sostiene che la vita consiste non solo nell’integrità ma anche nella rottura, e come tale vada accettata.

Foto e Piatto Circassian de Le porcellane di Cinzia di le.dydy_romantic_vintage

L’arte del Kin-tsugi, come abbiamo visto, dona nuova vita, guarigione o rinascita a oggetti in ceramica danneggiati o invecchiati celebrando i loro difetti e la loro storia. Si potrebbe considerare di vivere una vita Kin-tsugi, trovando valore nei nostri pezzi mancanti, nelle crepe e scheggiature. In questo modo si porterebbero alla luce le cicatrici derivanti dalle esperienze di vita, trovando un nuovo scopo e significato nell’invecchiamento e nelle perdite. Vedendo l’amore e la bellezza delle imperfezioni ameremmo infine noi stessi, la famiglia, gli amici e ciò che ci circonda, anche con i difetti.

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